
Il sesto treno Hitachi è arrivato a Roma a fine luglio, riportando alla ribalta una domanda che in molti si fanno da tempo nella Capitale: quando entreranno in servizio i nuovi treni della metro B?
Di recente, in un lungo video di 40 minuti, l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, aveva spiegato lo stato dei lavori e il perché, a oggi, non fosse stato possibile mettere in esercizio i convogli.
Dopo oltre cento prove, alcune delle quali hanno richiesto interventi correttivi sul primo convoglio prototipo, i collaudi statici e dinamici dei nuovi treni della metro B sono stati completati, aveva detto l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè.
Da cui arriva oggi un aggiornamento ritenuto “decisivo”: è stata consegnata nella mattina di venerdì 7 agosto al Dipartimento Mobilità sostenibile e trasporti di Roma Capitale la relazione predisposta dal professionista incaricato sul procedimento di acquisto, omologazione e messa in servizio dei nuovi treni metropolitani.
Il documento è stato immediatamente trasmesso dal Dipartimento al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e ad Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza ferrovie e infrastrutture stradali e autostradali) per le valutazioni e gli adempimenti di competenza.
Un passo in avanti
La relazione, fa sapere il Campidoglio, rappresenta un passaggio decisivo perché contiene tutta la documentazione con la certificazione che le prove sono andate e buon fine e che il treno è conforme al progetto, nonostante le modifiche fatte.
La relazione inoltre ricostruisce l’intero percorso necessario per arrivare alla messa in servizio dei nuovi convogli: dalla programmazione e dalla gara alla progettazione, dalla richiesta del nulla osta tecnico alle attività di costruzione, prova e collaudo, fino al nulla osta all’esercizio e alla fase di pre-esercizio.
I prossimi passaggi
Patanè, soddisfatto per questo passo in avanti, spiega quali saranno poi i prossimi passaggi per permettere ai treni Hitachi essere, finalmente, aperti al servizio viaggiatori: “La consegna della relazione e la sua immediata trasmissione a ministero e Ansfisa rappresentano un passaggio decisivo – sottolinea – perché ci consente di mettere a disposizione delle autorità competenti un quadro tecnico puntuale dell’intero procedimento.
Parliamo di un percorso particolarmente complesso, nel quale ogni fase è finalizzata a garantire la sicurezza, l’affidabilità e la piena compatibilità dei nuovi convogli con la rete metropolitana”.
“Il nostro obiettivo – prosegue Patanè – è fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per accompagnare e, laddove possibile, accelerare il percorso autorizzativo – che prevede un articolato sistema di verifiche, autorizzazioni e collaudi con tempistiche legate alla complessità tecnologica dei convogli, all’integrazione con l’infrastruttura esistente e agli adempimenti previsti dalle procedure di sicurezza – mantenendo fermo il principio imprescindibile della sicurezza“.
Ora, continua Patanè “attendiamo le valutazioni del Mit e Ansfisa, alle quali abbiamo trasmesso la documentazione nella stessa giornata della sua acquisizione, che faranno le prove che riterranno opportune ai fini del rilascio del nulla osta all’esercizio.
Dopodiché Atac potrà iniziare i 5mila chilometri di pre-esercizio che preludono all’immissione effettiva in servizio e che dureranno circa un mese”.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo l’8 agosto 23026 sul sito online “Roma Today”)

