
La sede del Pci di via delle Botteghe Oscure prima della trasformazione in hotel a 5 stelle
C’era una volta il “Bottegone”, la sede storica del Pci.
L’edificio, comprato su iniziativa di Palmiro Togliatti per una trentina di milioni di lire.
Adesso è un albergo di lusso, 5 stelle, aperto da pochi giorni.
I turisti pagano dai 500 agli oltre mille euro a notte per camere standard o suite a due passi dall’altare della Patria e piazza Venezia.
Il nome dell’albergo è “Thompson Rome”, appartenente al marchio Hyatt Hotels Corporation, con sede a Chicago negli Stati Uniti.
L’hotel di lusso nell’ex sede Pci
Niente di più lontano, quindi, dall’anima originaria del luogo.
Via delle Botteghe Oscure, sede del Pc dal 1946 al 1991.
In quegli uffici passarono Palmiro Togliatti, Nilde Iotti, Enrico Berlinguer.
Nel 1974 quest’ultimo festeggiò l’oltre 30 per cento ottenuto dal partito, il suo massimo storico.
Oltre 10 milioni di voti.
La terrazza dalla quale si affacciò il segretario è ora lo splendido “plus” di una suite da mille (euro) e una notte.
La storia comunista in mano ad Angelucci
La storia moderna è molto più turbolenta.
Il “Bottegone” è stato venduto a inizio anni Duemila dai Democratici di Sinistra per circa 35 milioni di euro.
Prima all’Abi, l’associazione bancari d’Italia.
Poi passò di mano, un passaggio che per i nostalgici del Pci ha saputo di beffa.
Perché la proprietà è della Finanziaria Tosinvest del leghista Antonio Angelucci, imprenditore della sanità privata (al quale la Regione Lazio, tra l’altro, deve pagare 82 milioni di euro) e dell’editoria.
Il restauro conservativo
Come si legge nel comunicato di lancio dell’inaugurazione, l’intervento “ha interessato un edificio risalente agli anni Quaranta, reinterpretato attraverso un progetto che combina architettura originale, design contemporaneo, arte e ristorazione”.
Diversi gli elementi storici recuperati: opere e pavimentazioni intarsiate firmate da Gio Pomodoro, un busto in marmo nero di Antonio Gramsci, vecchio mobilio: “Roma ha un’identità così forte che abbiamo voluto partire proprio dalla città per dare forma a Thompson Rome”, ha dichiarato Amar Lalvani, Chief Creative Officer di Hyatt Corporation.
“L’edificio, il quartiere che lo ospita, la cucina, le persone e le abitudini dei romani hanno contribuito a definire l’anima dell’hotel.
Volevamo creare un Thompson che si sentisse a casa a Roma, un luogo che i viaggiatori desiderano scoprire e nel quale i romani abbiano voglia di tornare”.
In totale, negli 8mila metri quadrati dell’edificio si snodano 69 camere e 20 suite, queste ultime divise tra Junior, sistemazioni con patio o terrazza e poi la “Thompson Suite”, la bellezza di 104 metri quadrati con una terrazza privata di 19 metri quadrati.
Gli interni utilizzano materiali naturali, tonalità calde e arredi realizzati su misura.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 4 novembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

