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Socrate, Pilo Albertelli, Gullace. Nuove occupazioni a Roma: “Il vostro tempo è finito, comincia il nostro”

05/11/2026
in Approfondimenti, Archivi, Comune di Roma, Governo del territorio, Piani territoriali
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Socrate, Pilo Albertelli, Gullace. Nuove occupazioni a Roma: “Il vostro tempo è finito, comincia il nostro”
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Foto: Collettivo Pilo Albertelli

Un’ondata che sembra inarrestabile.

Dal Socrate al Pilo Albertelli, fino al Gullace, le occupazioni nelle scuole di Roma continuano.

All’elenco si aggiungono anche il Visconti e il Confalonieri-De Chirico.

Ieri – martedì 3 novembre – era toccato all’Avogadro, al Pinturicchio e al Caravillani. 

Le ultime occupazioni

Tra i blitz di questa mattina c’è quello nella sede di via Padre Reginaldo Giuliani del liceo Socrate.

L’occupazione è stata preceduta da un’assemblea decisionale organizzata dal collettivo studentesco Dante Di Nanni all’Acrobax, lunedì 2 novembre.

Il dirigente scolastico, Carlo Firmani, ha fatto sapere in un’apposita circolare che a portare avanti l’iniziativa è stato “un gruppo di studenti, entrati senza autorizzazione negli spazi della scuola prima dell’orario di apertura, che hanno impedito il regolare svolgimento delle lezioni e delle prestazioni dei lavoratori”.

Il preside ha già informato le forze dell’ordine dell’accaduto.

Occupato oggi anche il Pilo Albertelli di via Daniele Manini.

Anche in questo caso la preside, Rosa Palmiero, ha fatto sapere di aver già informato la questura.

La dirigente scolastica ha rivolto inoltre un appello ai genitori affinché esercitino “la dovuta vigilanza sui più piccoli e, comunque, sui minori, affiancando l’opera della scuola con un richiamo ai valori del rispetto delle regole e del patrimonio comune.

Si raccomanda un attento monitoraggio delle presenze e degli spostamenti dei ragazzi, con particolare riguardo alle ore serali e notturne, affinché non permangano all’interno dell’edificio in orari in cui non può essere garantita alcuna forma di tutela, protezione o custodia”.

In un lungo documento il collettivo politico autorganizzato che ha condotto l’occupazione ne ha spiegato le motivazioni: “Non soltanto occupiamo uno spazio per rivendicare qualcosa che ci manca, ma lo abitiamo per sperimentare ciò che vorremmo che diventasse”.

E poi: “Il vostro tempo è finito, ora comincia il nostro”.

E ancora: “Vogliamo spazi in cui smettere di considerarci concorrenti, in cui il successo di una nostra compagna non sia necessariamente il fallimento di un’altra (…).”

Occupare la scuola significa trasformarla da scuola dell’obbligo a un luogo di incontro, confronto, socialità e condivisione.

In cui scegliere di restare perché ce ne si sente parte. Nel documento lungo spazio è dedicato anche alle politiche di “repressione” messe in atto dal governo e alla crisi climatica.

All’elenco delle scuole in mano agli studenti, poi si aggiunge anche il Confalonieri-De Chirico.

Attiviste e attivisti spiegano così la decisione: “Un gesto di protesta verso una politica degli adulti che ci vorrebbe consegnare una società che ha perso ogni valore umano di solidarietà e uguaglianza, lasciando ogni cosa all’autoregolazione del mercato, cioè alla legge del più forte.”

Solidarietà all’occupazione è arrivata dalla Rete degli studenti medi di Roma: “In una società in cui si preferisce investire sulla repressione e sul riarmo, piuttosto che investire in edilizia scolastica, dobbiamo riprenderci i nostri spazi”.

Le altre scuole occupate

Il conteggio non finisce qui: occupata nella giornata di ieri – mercoledì 4 novembre, anche la sede centrale del liceo Gullace di piazza dei Cavalieri del Lavoro.

Un’iniziativa applaudita, anche in questo caso, dalla Rete degli studenti medi.

In una circolare la dirigente scolastica, Linda L’Amante, ha espresso “profondo rammarico per le modalità e l’esito della vicenda, soprattutto alla luce delle continue ed esplicite interlocuzioni avviate con gli studenti nei giorni precedenti.

Il percorso di ascolto e confronto intrapreso mirava proprio a proporre soluzioni condivise e a valorizzare la partecipazione democratica all’interno delle regole dell’Istituzione, riscontrando invece un’improvvisa interruzione del dialogo”.

Occupato anche il Caravillani: “Non accettiamo le false narrazioni delle istituzioni – spiegano dal collettivo del liceo Artistico in un documento – la violenza è quella che ci fanno vivere ogni giorno, non quella che vediamo nelle piazze, non quella di un’occupazione”. 

A finire in mano agli studenti ieri, inoltre, sono stati anche il liceo Avogadro e il Pinturicchio. Lunedì era toccato a Righi, Augusto, Nomentano, Plauto, Russell.

Restano ancora occupati, inoltre, il Mamiani (dove nei giorni scorsi si è svolto anche un incontro con Fiorella Mannoia), il Tasso e il Ripetta.

(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 4 novembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

 

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