
Una serata a Forte Antenne (repertorio)
Il 31 ottobre scadrà la concessione triennale di Forte Antenne, all’interno dell’area di Villa Ada ai Parioli, e Roma Capitale dovrà rimettere a bando quello e tutti i lotti inclusi nell’avviso “Estate Insieme” 2024-2026.
In quell’occasione, diverse associazioni – molte ricadenti nel territorio del II municipio – vorrebbero che l’amministrazione cambiasse indirizzo sullo spazio di rilevanza archeologica e storica ponendo fine a kermesse musicali, concerti e dj set.
Il destino di Forte Antenne
Dal 2022 a oggi Forte Antenne è stato – e sarà per altre due settimane – uno spazio gestito dall’associazione “Il Condominio”.
Ma il rapporto con l’esterno, in particolare con alcune associazioni che si occupano di tutelare le ville storiche e i siti archeologici romani, non è stato buono.
Da parte dell’organizzazione si rivendica il merito di aver rimesso in piedi uno spazio abbandonato e pericoloso, con visite guidate al forte, eventi culturali, musica, ospiti internazionali e serate di cinema all’aperto.
Dall’altra le associazioni sottolineano i pericoli di un impatto acustico e antropico eccessivo per l’area circostante.
L’appello a Gualtieri e Smeriglio
E così non stupisce che proprio in queste ore numerose realtà associative si siano unite per scrivere al sindaco Roberto Gualtieri, all’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, all’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e alla presidente del II municipio Francesca Del Bello per chiedere uno stop a questo tipo di eventi: “Ci auguriamo che la fine dell’affidamento triennale, che non ha avuto alcuna ricaduta di beneficio sui necessari interventi di conservazione del Forte, possa costituire un’occasione per aprire una riflessione sul futuro di questa importante struttura monumentale” scrivono, tra gli altri, Wwf e Italia Nostra.
“Smontare le strutture a fine concessione”
Le associazioni chiedono che “si smontino e rimuovano tutte le strutture che sono state realizzate per gli eventi (palco, ristorante, bar, gabinetti, sale prova e ponteggio sul fossato), cosa non avvenuta nelle precedenti chiusure invernali, ripristinando lo ‘status quo ante’ del Forte.
Dovrà essere inoltre risarcita la breccia aperta nel terrapieno, che è parte integrante della struttura funzionale architettonica Ottocentesca”.
Che fine hanno fatto i progetti del 2018?
Vengono poi rivolte delle precise domande ai mittenti: “Che fine ha fatto il progetto di riqualificazione redatto dall’architetto Simone Ferretti?
Perché non si è sfruttata l’occasione del Pnrr per mettere mano ai dissesti strutturali?
Che fine ha fatto, ancora, il concorso pubblico di idee bandito diversi anni fa dal Campidoglio (era il 2018 e il concorso includeva anche il casino di Villa Leopardi, ndr)?
C’era stata una grande partecipazione da parte della società civile e del volontariato culturale e avrebbe potuto liberare enormi potenzialità. Riteniamo sia giunta l’ora di smettere di utilizzare Forte Antenne come impropria location per discoteche techno sino alle cinque del mattino, ristorazione e altre kermesse più o meno commerciali”.
In sostanza viene chiesto di riprendere un discorso di riqualificazione e gestione partecipata messo nel cassetto a giugno 2018, quando venne pubblicata la conclusione della prima fase di un avviso pubblico al quale avevano risposto nei termini sei realtà, tra le quali Roma Tre e la camera di lavoro territoriale della Cgil.
La proposta delle associazioni
La proposta delle associazioni (oltre a quelle citate, anche l’Osservatorio Sherwood, Amuse, la consulta del verde del II municipio, Amici di Villa Leopardi e Cittadinanzattiva Nomentano Trieste) è quella di far diventare il sito di memoria ellica “il fulcro di un polo multidisciplinare di attività di studio, esplorazione, divulgazione e ricerca storico-culturale.
Per rilanciare e diffondere la conoscenza di uno dei più importanti siti archeologici pre-romani”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 16 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

