
Prima e dopo i lavori sulla passerella
Il suo simbolo è una torre di avvistamento dei temuti Saraceni.
Ma Tor Caldara è anche e soprattutto un’oasi naturale di 44 ettari nel comune di Anzio.
Uno scrigno di biodiversità
Il polmone verde, una Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Comunità Europea, è un “relitto naturale”: la sua presenza, come avviene più a nord con la palude di Torre Flavia, testimonia infatti com’era il litorale laziale prima della sua cementificazione.
In un fazzoletto di territorio trovano ancora riparo volatili che compiono lunghi percorsi migratori come il variopinto gruccione (Merops apiaster) e più di recente lo smergo minore (Mergus serrator), un’anatra tuffatrice.
La nuova gestione della riserva
Dal gennaio del 2025 Tor Caldara è passata in gestione all’ente parco regionale dei Castelli Romani.
Da allora è stata avviata un’attività di verifica a 360 gradi che ha coinvolto tanto il piano amministrativo e finanziario, quanto quello infrastrutturale e naturalistico.
In quest’ultimo ambito si sono concentrati i recenti sforzi per consentire, ai visitatori, una migliore fruizione dell’area protetta.
La buona notizia è che il sentiero finora chiuso, in quanto ammalorato, sarà presto riaperto al pubblico.
Il lavoro per ripristinare il sentiero
“Grazie al lavoro incessante dei Dipendenti in servizio presso la Riserva, che stanno dando prova di passione e genuino impegno per risolvere le criticità, possiamo mostrare lo stato dell’arte e invitare tutti alla riapertura del sentiero, della quale daremo comunicazione sui canali ufficiali dell’Ente – ha commentato l’avvocato Ivan Boccali, presidente dell’ente parco – L’impegno preso nei mesi scorsi di restituire l’area protetta alla cittadinanza vedrà presto la sua realizzazione, e sarà una grande festa per tutti”.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 23 ottobre 2025 sul sito online “Roma Today”)

