
L’occupazione dell’immobile Ater all’Esquilino (foto RomaToday)
“Siamo interessati a fare una visita, possiamo venire?”.
Con questo escamotage un gruppo di attivisti per la casa, guidato da Nonna Roma, è riuscito a farsi aprire da un incaricato la porta di un appartamento messo all’asta da Ater.
Poi, appena dentro, è scattata l’occupazione con striscione e fumogeni rossi.
Lo scopo?
Bloccare il bando e far mettere le case a disposizione delle famiglie in graduatoria.
Il blitz questa mattina, martedì 13 ottobre.
Occupato alloggio Ater all’asta
L’occupazione, nata come azione di protesta delle realtà sociali per il diritto alla casa, ha preso di mira uno dei 30 appartamenti che Ater (l’azienda territoriale di edilizia residenziale) ha messo all’asta nell’ultimo bando varato dal direttore Marco Rocchi, lo scorso 7 agosto.
Si tratta di immobili sparsi tra Esquilino, Monteverde, San Lorenzo, Trieste-Salario, Tor Marancia, Flaminio, che Ater ha deciso di mettere sul mercato, sperando in offerte adeguate.
La casa occupata ha come base quasi 600mila euro, ma ce ne sono diversi anche a meno di 300mila euro.
“Denunciamo la dismissione del patrimonio abitativo pubblico e chiediamo l’immediato blocco delle aste” fanno sapere le realtà che hanno preso parte alla protesta, studenti medi e universitari inclusi.

L’occupazione delle realtà sociali per la casa a via Principe Eugenio 106 (foto RomaToday)
“La Regione blocchi l’asta”
“Questo è uno dei 30 alloggi che un ente regionale che gestisce case popolari ha deciso di mettere in vendita nei prossimi giorni, invece di darli alle migliaia e migliaia di famiglie che aspettano un tetto sulla testa” dice Alberto Campailla di Nonna Roma affacciandosi alla finestra dell’appartamento di via Principe Eugenio 106.
Poi, continua: “Con oltre 16mila nuclei in graduatoria, si preferisce vendere le case agli speculatori, ai ricconi.
Noi non lo accettiamo”.
D’accordo anche Luca Blasi, assessore alla Casa del III municipio ed esponente di Alleanza Verdi-Sinistra: “La Regione Lazio blocchi l’asta e utilizzi anche queste abitazioni per dare sollievo alla sofferenza abitativa. La casa è la vera emergenza della nostra città: servono misure straordinarie non vendere le case popolari”.
Tensioni a Roma
La protesta-occupazione di questa mattina si inserisce in un momento di grande tensione intorno al tema della crisi abitativa.
Attualmente ci sono tende di studenti e lavoratori precari a Montecitorio, nella città universitaria della Sapienza e a piazza Bologna.
Il 16 ottobre è stato convocato uno sciopero generale degli studenti italiani.
Ancora prima, il 15, a piazza dei Cinquecento si riuniranno le realtà più radicali dei movimenti per l’abitare insieme al sindacato Asia-Usb.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 13 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

