
Comunicato stampa
La Regione Lazio continua a correre dietro ai desideri di Cerroni
Lo scorso 26 febbraio, la Regione Lazio – Area AIA ha concluso la quarta e definitiva Conferenza dei servizi per concedere la nuova autorizzazione integrata ambientale all’impianto di trattamento rifiuti di proprietà della cerroniana Ambiente Guidonia srl, situato nel bel mezzo dell’area protetta dell’Inviolata di Guidonia e della zona vincolata dal Decreto ministeriale paesaggistico.
Inoltre, l’impianto, com’è noto, è stato costruito illegittimamente sul sito inquinato e sottoposto perciò ad un lungo (dal 2011) procedimento di bonifica, ancora peraltro non iniziato.
Purtroppo, all’interno di tale Conferenza, la posizione regionale è stata del tutto succube rispetto ai desideri della società, così come molto malleabile si è rivelata l’ARPA Lazio, attenta solo a verificare la bontà funzionale dell’installazione (emissioni in atmosfera, correttezza dei codici dei rifiuti in entrata, adeguamento alle migliori tecniche ecc.).
La ASL locale si è dileguata, così come la Soprintendenza paesaggistica, lasciando evidentemente capire di essere d’accordo con la proposta impiantistica.
Vige infatti, nella CdS conclusiva, la regola del silenzio-assenso.
Le Associazioni locali hanno inviato alla Regione l’ennesima nota che non è stata presa in considerazione dall’Area AIA, la quale non si è peritata di replicare alle questioni poste e rimaste senza risposta da anni.
In particolare, si vuole capire come si possa concedere una nuova AIA (per dodici anni!) per operare su un sito inquinato, come si possano assentire i quattro pozzi di monitoraggio dell’attività del TMB, utilizzati nello stesso tempo anche dall’attigua Eco Italia srl, titolare della discarica di rifiuti ormai chiusa dal 2014 per controllare lo stato della contaminazione.
Su questi problemi, importanti e dirimenti, non risultano agli atti della procedura di riesame dell’AIA i necessari pareri di ARPA Lazio – Servizio Suolo e Bonifiche.
Ma la cosa più straordinaria è rappresentata dalla proposta – anch’essa accolta – di costruire accanto all’impianto un invaso per raccogliere l’acqua piovana, utilizzabile nel ciclo industriale.
Tale “vascone” andrebbe scavato nel terreno (ripetiamo, su un sito inquinato) ed usato nelle varie stagioni (in estate è oltretutto ipotizzabile la mancanza di precipitazioni).
Per “addolcire” la proposta, la società ha dichiarato di voler mettere a disposizione dei cittadini questo pseudolaghetto, come luogo di divertimento e riposo per i visitatori del Parco dell’Inviolata.
Un affronto all’intelligenza!
La Soprintendenza, che doveva essere contraria al movimento terra in un’area vincolata paesaggisticamente, era bellamente assente.
Da ultimo, il comportamento dei rappresentanti del Comune di Guidonia Montecelio è stato improntato a grande ambiguità.
Invece di accusare la Regione di voler ancora una volta procedere in modo forzoso ed illegittimo, ma anche succube della volontà imprenditoriale, l’Area Urbanistica comunale si è limitata a monetizzare le eventuali modifiche alle dotazioni di standard assentite nella prima AIA del 2010 (quella sentenziata come illegittima dal Tribunale penale).
Il Comune ha comunque espresso un parere negativo sulla proposta di nuova AIA, chiedendo di sottoporre la richiesta di autorizzazione ad una rinnovata Valutazione d’Impatto Ambientale, ma inutilmente, perché l’Area AIA regionale ha giudicato irricevibile la richiesta.
Continua così l’irregolarità procedurale che la Regione Lazio porta avanti nel sito dell’Inviolata.
Il Consiglio di Stato tra l’altro non si è ancora pronunciato – ad oltre quattro mesi dall’udienza – sull’ultimo ricorso riguardante la Determinazione regionale del 2024 sull’allungamento dell’AIA del 2020 fino al dicembre 2024.
Ad oggi, Ambiente Guidonia, società interdetta per mafia, opera al servizio dei rifiuti romani in regime di proroga, tutelata dall’omertà della Prefettura, della Città metropolitana, della Regione Lazio e di molti giudici amministrativi.
Le Associazioni locali saranno costrette a continuare la lotta contro l’ennesimo diktat regionale, impugnandone le deliberazioni, con l’obiettivo di cacciare il “corpo estraneo” dal sito dell’Inviolata di Guidonia e battere chi vuole fare affari sulla pelle dei cittadini e sfruttare il territorio e l’ambiente.
Comitato per il Risanamento Ambientale (CRA)

