
Un bus su corsia preferenziale
Bus lumaca che viaggiano anche a poco più di un chilometro all’ora, più lenti di un pedone che decide di prendersela con calma.
A Roma, ci sono ben 3.453 tratte, servite da almeno quattro linee, lungo le quali i mezzi di superficie non superano i 15 chilometri orari, anche sulle corsie preferenziali.
In un contesto del genere, la puntualità e l’efficienza del trasporto pubblico diventano un miraggio.
Lo studio sulle corsie preferenziali
Il traffico, anche sulle corse preferenziali, mina l’efficienza degli autobus pubblici.
È quanto emerge dallo studio effettuato dalla Fondazione Mobilità in Città per Clean Cities, all’interno della campagna “CorSìa Preferenziale”, per chiedere di proteggere le corsie esistenti e completare i corridoi strategici della rete trasportistica.
Dallo studio emerge che il problema di Roma non è soltanto la mancanza di corsie preferenziali, ma anche come farle rispettare.
Le corsie preferenziali a Roma
A Roma ci sono centinaia e centinaia di tratte “preferenziali”, per un totale di circa 180 chilometri di rete protetta.
Solo alcune, però, sono protette da telecamere di controllo attivo 24 ore su 24: via Nazionale, via dell’Amba Aradam, via Nomentana, via Ostiense, via Aurelia, via del Tritone, via di Santa Maria in Cosmedin, circonvallazione Cornelia, via Catania, via di Portonaccio, via Labicana, viale Regina Margherita, corso Vittorio, via Emanuele Filiberto, viale Libia e viale Eritrea, via Cicerone, via Vittoria Colonna, lungotevere dei Sangallo, via Volturno, via dei Fori Imperiali e via Laurentina (corridoio della mobilità Laurentino).
Su tutte le altre corsie preferenziali cittadine il controllo è affidato a polizia locale e ausiliari del traffico.
Bus a rilento sulle corsie preferenziali
L’epicentro dei ritardi delle corse bus è l’area del centro storico, tra piazza Venezia, Ara Coeli, via del Plebiscito, via del Teatro Marcello.
Qui le velocità rilevate arrivano a 1,08 chilometri orari con oltre 20 linee sovrapposte.
La tratta peggiore è quella piazza Venezia – via del Plebiscito.
Un po’ meglio tra Ara Coeli e piazza Venezia dove i bus, di media, viaggiano a 3,5 chilometri orari.
Lo studio, per spiegare questa lentezza, punta il dito sul traffico romano e, soprattutto, sul mancato rispetto delle corsie preferenziali.
Altre situazioni critiche si trovano nei pressi della stazione Termini,via Enrico De Nicola, via del Tritone, via XX Settembre e alla stazione Tiburtina.
Corsie protette
Per risolvere le inefficienze della rete di superficie e sbloccare le tratte a maggiore congestione, lo studio propone un piano d’azione articolato su soluzioni ingegneristiche mirate, un’implementazione incrementale in tre fasi di priorità (per un totale di 159 km di interventi) e misure integrative di rete. Del resto, nella rete analizzata dallo studio, i tratti in cui si viaggia a una velocità inferiore ai 15 km/h sono 3.453, che corrispondono al 51,4% dell’intera infrastruttura stradale osservata.

La proposta di incrocio per migliorare la percorrerenza dei bus
La prima soluzione, si legge dal report, è quella di realizzare corsie preferenziali veramente protette, in modo tale che ci possano passare solo i veicoli autorizzati.
Dei veri e propri corridoi della mobilità dove il mezzo privato, a meno di subire ingenti danni, non possa accedere.
Tra le altre soluzioni suggerite c’è il trasferimento della sosta laterale su strade secondarie per eliminare il fenomeno della doppia fila e restituire le arterie primarie allo scorrimento.
Gli interventi prioritari
Le situazioni più critiche e urgenti, quelle di “priorità 1”, riguardano 87 chilometri di strada.
Tra gli interventi chiave figurano la protezione dell’asse di via Cristoforo Colombo (11,6 km, valutando un sistema BRT), il completamento di Via di Boccea (6,8 km) per proteggere i flussi verso la metro A (Battistini) e il potenziamento di Via Nomentana e Via di Tor Bella Monaca.
La “priorità 2” comprende 53 chilometri di strade e suggerisce la creazione di direttrici ad alto carico verso le stazioni della metropolitana e i nodi di scambio.
Gli assi principali includono Via Appia Nuova (5,9 km), Viale Palmiro Togliatti, Via Trionfale, Via Aurelia e l’asse continuo Arco di Travertino – Tor Pignattara – Acqua Bullicante – Portonaccio (con interventi incisivi contro la sosta irregolare).
Infine, ci sono 19 chilometri di “priorità 3” dove serve eliminare le interruzioni in cui le preferenziali svaniscono costringendo i bus a re-immettersi nel traffico misto.
Tra le tratte principali rientrano viale Guglielmo Marconi (2,9 km, per eliminare la sosta irregolare centrale e velocizzare i collegamenti verso la Stazione Trastevere e la Metro B), via Leone XIII e Circonvallazione Cornelia.
La città dei 15 minuti è un miraggio
Se lo studio della Fondazione Mobilità in Città diventasse un piano, la ‘Città dei 15 Minuti’ diventerebbe realtà.
Oggi, spiega Clean Cities in una nota, solo il 2% della superficie di Roma garantisce servizi a 15 minuti.
Con il completamento della rete (priorità 3), il cittadino romano vedrà espandersi enormemente la propria città accessibile.
Con il piano completo, ben 773.000 cittadini si troverebbero a meno di 5 minuti a piedi da una corsia preferenziale ad alta efficienza (+90% della popolazione servita).
“La fotografia che emerge dallo studio è paradossale.
Se vogliamo che più romani scelgano l’autobus, dobbiamo fare in modo che sia veloce e competitivo.
Atac e il Comune di Roma stanno investendo centinaia di milioni di euro, ma non basterà avere nuovi autobus ecologici, più autisti e fermate bellissime, se poi i mezzi restano bloccati nel traffico, addirittura sulle corsie preferenziali stesse.
Per questo chiediamo all’Assessore Patané, che aveva annunciato un Piano ad hoc, di pubblicarlo presto e di iniziare a realizzare le prime preferenziali partendo dai ‘colli di bottiglia’ più gravi della rete, già prima della scadenza del mandato.
Come Clean Cities siamo pronti a collaborare con il Comune di Roma e con ATAC per contribuire a rendere il Piano concreto e accelerarne l’attuazione”, dichiara Claudio Magliulo, Head of Italy Clean Cities Campaign.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 22 settembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

