
Foto d’archivio
Il progetto, adesso, è sul tavolo del ministero dei Trasporti.
Ora bisogna sperare che Roma ottenga i fondi perché, altrimenti, la metro “rimarrebbe solo su carta”, come disse l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, a luglio.
Parliamo del prolungamento della metro A fino a Torrevecchia.
Un’opera da 810 milioni di euro che prevede la realizzazione di due nuove stazioni.
Il progetto della metro A fino a Torrevecchia
Come confermato a RomaToday, il Campidoglio sta per presentare il progetto al Mit per chiedere, ufficialmente, il finanziamento dell’opera.
Tra l’altro, senza andare troppo indietro con gli anni, era stato lo stesso ministero, nel 2021, a finanziare il recupero del progetto del 1973 per aggiornarlo e renderlo fattibile.
Insomma, investimenti su quest’opera sono già stati fatti ma, al momento, rappresenta ancora un grande punto interrogativo.
L’ultimo annuncio a riguarda risale a luglio con la consegna, al dipartimento mobilità di Roma, del progetto di fattibilità tecnico-economica.
Come sarà il prolungamento della metro A
Dopo l’attuale capolinea della metro A Battistini, verranno realizzate due nuove stazioni a un chilometro di distanza circa l’una dall’altra: Bembo, nella zona sud di Primavalle, sarà dotata di un parcheggio di scambio da 450 posti auto; Torrevecchia, il nuovo capolinea, ospiterà invece un nodo di scambio da circa 2.100 posti, posizionato per intercettare i flussi veicolari della direttrice di via Boccea prima che entrino in città.
A pieno regime, il prolungamento trasporterà 7.570 passeggeri nell’ora di punta del mattino tra Battistini, Bembo e Torrevecchia, di cui 3.720 alla sola Torrevecchia.
Su 19 ore di servizio si prevedono circa 84.000 passeggeri saliti.
Nell’area interessata, inoltre, si prevedono circa 7.250 spostamenti aggiuntivi, di cui 4.370 su metropolitana, con una riduzione stimata delle emissioni inquinanti nell’ordine del 2%.
I tempi
I romani, specialmente chi abita da tempo a Torrevecchia, sentono parlare di questo progetto da decenni.
Più precisamente, come anticipato, dal 1973.
Anche nel 2010, l’ex sindaco Alemanno, aveva promesso la costruzione delle nuove stazioni entro il 2015.
Il progetto preliminare era rimasto fermo al 2013 e c’era stato bisogno di 5,6 milioni di euro per aggiornarlo.
I cantieri, secondo alcune stime, durerebbero 5 anni ma il vero interrogativo è capire quando si potranno vedere gli operai al lavoro.
Roberto Gualtieri, intervenuto alla Festa dell’Unità del XIV municipio, ha detto che se ci saranno i fondi già nella prossima finanziaria i lavori potrebbero iniziare anche nel 2027.
I fondi
Attualmente, infatti, manca un tassello decisamente importante nel mosaico: i soldi.
L’opera costa 810 milioni di euro, quasi un miliardo quindi.
Nei giorni scorsi, l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, proprio in un’intervista a RomaToday aveva lamentato la mancanza di nuovi fondi da parte del ministero per costruire nuove linee metropolitane e tranviarie.
Il sindaco, Roberto Gualtieri, era stato chiaro a luglio: “Chiediamo al Governo di finanziare quest’opera strategica, così da poter avviare i cantieri nel più breve tempo possibile”.
Sempre il primo cittadino intervenendo, nei giorni scorsi, in Campidoglio alla presentazione dell’ultimo numero della rivista Italianieuropei, ha chiesto al Governo di smetterla di stanziare fondi per tagliare le accise e investire su interventi strutturali, come le opere per il trasporto pubblico.
“Ho il vizio di fare i conti” ha detto Gualtieri “insieme all’assessore Patanè”.
Se il taglio di 17 centesimi sulle accise si facesse tutto l’anno “costerebbe su base annua 4 miliardi e 740 milioni di euro”.
E quanto costerebbe dimezzare il costo del tpl?
“Tre miliardi.
Potenziandolo si arriva a 3,5.
E rendendolo gratuito in tutta Italia 8 miliardi, un po’ più dei 17 centesimi di sconto.
Questo per far capire quanto pesano questo genere di politiche per la comunità”.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 22 settembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

