
Il parcheggio interrato di piazza dei Giureconsulti, al servizio della stazione Cornelia della metro A, aprirà presumibilmente a metà marzo 2027. La data prevista per il termine dei lavori è il 28 febbraio, ma è probabile un ritardo di un paio di settimane. Lo ha reso noto mercoledì 28 ottobre 2026 l’assessore alla mobilità Eugenio Patanè nel corso di un sopralluogo, a cui ha partecipato anche la presidente del municipio XIII, Sabrina Giuseppetti, alla presenza dei tecnici della società privata Re Park, che sta eseguendo i lavori.
Il cantiere rientra in un project financing approvato dall’amministrazione comunale. I lavori erano iniziati nell’estate del 2025, con apertura prevista prima a luglio 2026, poi posticipata a dicembre 2026. I nuovi ritardi sono stati causati da problemi di stabilità e messa in sicurezza che hanno reso necessaria una variante al progetto originale.
La struttura e le modifiche al progetto
Come previsto nel project financing, i tre piani sotterranei saranno interrati. Nei due piani destinati alla sosta — dove saranno disponibili 240 posti auto e 80 per le moto — rispetto alle previsioni iniziali verranno rimossi i pilastri e installate travi nei solai. Le travi sono state realizzate su misura: per ciascuna sono stati necessari venti giorni di produzione. L’installazione inizierà giovedì 29 ottobre 2026 con un rafforzamento del personale, che passa da 20 a 40 operai. Per la sistemazione delle travi è previsto un mese di lavoro, per la realizzazione dei solai altri trenta giorni.
“Comprendo che ci sono lavori complessi da fare e la sicurezza è una priorità”, ha detto l’assessore Patanè. “Inoltre – ha aggiunto – questo ritardo pesa sull’azienda che ha un tempo di concessione definito, il quale si abbrevia, tanto più il parcheggio resta chiuso per lavori”.
Patanè ha poi sottolineato la complessità dell’intervento: “Riqualificare e trasformare un parcheggio da 650 posti interrato, fino a 30 metri di profondità, in un parcheggio da 250, è un lavoro ciclopico – ha aggiunto Patanè – Sarebbe stato più facile rifarlo da zero. Mi pare però che a oggi tutti i problemi siano risolti. Per una volta il ritardo non è dovuto a un lassismo dell’impresa, il problema è stato legato proprio a una difficoltà strutturale del tipo di cantiere che stiamo realizzando”.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato online con questo titolo il 28 ottobre 2026 su “Roma Today”)

