
Il decreto con cui la Regione Lazio consentiva l’ampliamento della cittadella giudiziaria è stato annullato dal Tar del Lazio.
La sentenza del TAR
Nella camera di consiglio del 20 ottobre, la sezione Quinta Quater ha accolto il ricorso presentato dal comitato “Trionfalmente 17” e dall’associazione di promozione sociale “Insieme 17 Aps”.
Le due realtà, difese dall’avvocato Alessandro Di Paola, avevano chiesto di annullare la deroga al piano della riserva di Monte Mario che, il 6 maggio 2025, la Regione Lazio aveva autorizzato con un apposito decreto.
La soddisfazione dei cittadini
“È una vittoria legale clamorosa che dovrebbe mettere la parola fine a un progetto inopportuno, inutile, dannoso e incredibilmente costoso“, hanno commentato la sentenza il comitato e l’associazione che avevano presentato il ricorso.
“Non si può derogare che l’autorità amministrativa possa derogare ai piani di aree protette senza istruttoria di legge“.
Le obiezioni che i ricorrenti avevano mosso, avevano infatti riguardato la “mancata ponderazione degli interessi coinvolti e la mancata valutazione di possibili localizzazioni alternative“.
Non solo.
Si erano concentrati, attraverso l’azione legale, anche sul parere rilasciato da Roma Natura.
Il parere contestato a Roma Natura
L’ente regionale che gestisce la Riserva di Monte Mario, si era limitata, hanno osservato i giudici, “a richiamare gli atti relativi alla programmazione dell’intervento e la disciplina che consente il ricorso alla deroga”.
Non aveva effettuato, però “una specifica valutazione delle caratteristiche ambientali dell’area interessata e delle conseguenze che la prevista trasformazione potrebbe determinare sugli interessi tutelati al piano della Riserva“.
Gli interessi ambientali da considerare
“Si tratta di una vittoria non solo dei ricorrenti, ma di tutta la cittadinanza”, hanno commentato i rappresentanti del comitato e dell’Aps Insieme 17.
“Il principio ribadito dal TAR è che non si può costruire a scapito dell’ambiente e della cittadinanza”.
Qualora le amministrazioni decidessero di presentare un nuovo provvedimento, dovranno farlo con “una nuova valutazione degli interessi ambientali“, ha sottolineato il TAR “sulla base di un’istruttoria adeguata alle caratteristiche dell’area interessata e alla natura dell’intervento prospettato”.
Le amministrazioni resistenti, stando a quanto riportato nella sentenza, sono state condannate a pagare le spese di giudizio.
I commenti della politica
“Come Azione abbiamo sostenuto questa battaglia con convinzione, perché crediamo che sviluppo urbano, servizi pubblici e tutela ambientale debbano procedere insieme – hanno commentato i consiglieri capitolini Flavia De Gregorio e Antonio De Santis, in una nota firmata insieme ai consiglieri del municipio I Giuseppe Lobefaro, Maurizia Cicconi e Sofia De Dominicis – Nessuno mette in discussione l’esigenza di garantire spazi adeguati agli uffici giudiziari, ma la risposta non può essere il consumo di suolo all’interno di una riserva naturale quando esistono caserme dismesse e immobili pubblici inutilizzati che possono essere recuperati e valorizzati”.
Dai consiglieri di Azione è stato lanciato anche un appello.
“Chiediamo alla Regione Lazio e a Roma Capitale – hanno scritto i cinque rappresentanti eletti in comune e municipio – di prendere atto della sentenza e di non proporre ricorso al Consiglio di Stato.
Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello al Ministero della Giustizia affinché individui soluzioni alternative attraverso il recupero del patrimonio pubblico esistente”.
“La decisione del TAR è un passaggio importante, ma sarà necessario continuare a seguire la vicenda – ha commentato anche il capogruppo di AVS in municipio I, Federico Auer – Il Pratone di via Teulada è un bene comune da preservare.
Per garantirne la tutela nel tempo, chiediamo che l’area di proprietà del Demanio venga trasferita a Roma Capitale, affinché l’area sia salvaguardata e valorizzata nell’interesse della collettività.
È questo ora il prossimo obiettivo”.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato online con questo titolo il 29 ottobre 2026 su “Roma Today”)

