
Ciclabile via Panama
La ciclabile di via Panama, che fa parte del progetto Grab finanziato con fondi Pnrr, non verrà stravolta.
Ma subirà alcune modifiche, principalmente due, per fluidificare il traffico ed evitare gli ingorghi creati dal restringimento della carreggiata.
Modifiche al Grab di via Panama
La decisione è scaturita da una riunione convocata in Campidoglio il 22 settembre, da parte del sindaco Roberto Gualtieri, alla presenza dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, degli uffici dipartimentali e di Astral, l’azienda regionale che ha in appalto la realizzazione delle ciclabili a Roma.
Tante le pressioni da parte degli abitanti dei Parioli per rivedere il percorso, ma non solo da loro.
Le pressioni politiche su Gualtieri
Il 18 settembre, infatti, addirittura la senatrice Lavinia Mennuni, che proprio ai Parioli ha iniziato quasi 30 anni fa la sua carriera politica, ha scritto al primo cittadino chiedendo lo stop alla ciclovia nel quartiere “bene” della Capitale.
“Le piste ciclabili sono utili ma non se concepite in modo scriteriato – le parole della senatrice, eletta nel 2022 con Fratelli d’Italia -, senza conoscere la natura dei luoghi, recando conseguenze negative sul territorio e sulla vita dei cittadini, come recentemente accaduto a Via Panama.
Carreggiate ristrette, parcheggi eliminati, aumento di traffico e smog, sono solo alcuni dei disagi che mi vengono segnalati dai residenti esausti”.
Ingorghi e code al mattino
E in effetti la situazione, ogni mattina, sembra essere proprio quella descritta da Mennuni: automobilisti incolonnati dalle 8 del mattino, con il traffico che secondo i residenti arriva fino a via Chiana.
Addirittura a lamentarsi sono stati anche gli under 30 della zona, per lo più iscritti all’università Luiss che ha sede in viale Romania.
A differenza della quasi totalità degli studenti che vivono a Roma (fuori sede inclusi), quelli della Luiss evidentemente preferiscono il mezzo privato.
Semafori e fermate del bus
E allora, ecco che il Campidoglio si è messo a tavolino con i tecnici e ha deciso alcuni correttivi, ma al momento ne trapelano due.
Uno, è quello che prevede di spostare la fermata dell’autobus che si trova sul tracciato della ciclabile (subito dopo largo Bangladesh), verrà anticipata prima dell’inizio della stessa, quindi prima dell’ingresso del parco Rabin.
In questo modo la sosta del mezzo pubblico non creerà l’effetto imbuto tanto temuto dagli automobilisti, in un tratto di carreggiata già di suo abbastanza ridotto.
Non solo.
C’è bisogno di fluidificare il traffico.
E allora l’intenzione sarebbe quella di modificare i tempi dell’impianto semaforico su piazza Ungheria, così da rendere più veloce il transito delle vetture.
La ciclabile non si tocca
Queste novità, insieme alle altre ancora non rese pubbliche, saranno condivise venerdì 26 settembre in una riunione in Campidoglio con i comitati cittadini che protestano contro il Grab di via Panama.
Un incontro privato, che potrebbe portare a uno sblocco della situazione, ma forse non lasciare completamente soddisfatti i residenti.
La richiesta dei più, infatti, è quella di eliminare il tracciato (che è stato spostato dal marciapiede alla carreggiata), anche per recuperare i parcheggi che verranno persi (una trentina secondo i calcoli del Comune), ma non sarà accolta.
“Un progetto in esecuzione non si stralcia” sentenziano dall’assessorato alla Mobilità.
D’altro canto, se ciò accadesse, sarebbe un danno economico per l’amministrazione e un rischio penale per i diretti interessati.
Legambiente: “Gli ingorghi li fanno le auto, non le bici”
Interviene sul tema anche Legambiente, a difesa del progetto Grab: “Sono le troppe auto in città che bloccano via Panama come tutte le strade della Capitale, non le biciclette o i cantieri della mobilità sostenibile – punge Roberto Scacchi, il presidente della sezione del Lazio -: la battaglia per la difesa dei parcheggi è surreale.
A Roma continua ad aumentare il numero di auto in circolazione e il traffico, ovunque, è paralizzato dalla loro enorme quantità.
Sono le auto a bloccare le strade, a inquinare l’aria e a generare una violentissima incidentalità, certamente non bici, monopattini o mezzi pubblici.
La battaglia per conservare un po’ di parcheggi sotto casa, ai Parioli o altrove, e dove continuare a poter lasciare le prime, seconde o terze macchine, peraltro sempre più voluminose, è assurda.
Il Comune – conclude Scacchi – vada invece avanti nella realizzazione del Grab e acceleri con tutti gli altri percorsi per le bici e per il trasporto pubblico“.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 25 settembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

