
Il fiocco giallo accanto alla bandiera palestinese
Nella mattinata di domenica 21 settembre a Palazzo Senatorio è stata issata una bandiera con un fiocco giallo.
Un fiocco giallo in Campidoglio
Il fiocco giallo rappresenta il sostegno alla liberazione degli ostaggi israeliani, sequestrati il 7 ottobre di due anni fa da parte dei miliziani di Hamas, organizzazione terroristica palestinese.
Come fa sapere il Campidoglio “con questo gesto Roma rinnova il suo impegno a essere simbolo di pace contro la violenza, città aperta e universale che promuove dialogo, rispetto reciproco e convivenza”.
La scelta pro Palestina
Giovedì scorso in assemblea i partiti di maggioranza, insieme a M5S e Azione, hanno approvato una mozione che chiedeva di issare la bandiera palestinese su Palazzo Senatorio.
Un gesto simbolico di vicinanza a un popolo martoriato dalla violenza degli attacchi dell’esercito israeliano.
Subito dopo, però, la polizia locale di Roma Capitale ha rimosso il vessillo, in quanto non ancora autorizzato.
L’attacco della Comunità Ebraica
La scelta delle consigliere e dei consiglieri non è piaciuta alla Comunità Ebraica di Roma.
Il presidente, Victor Fadlun, si è scagliato contro la scelta da parte dell’assemblea capitolina: “La propaganda pro-Pal ha fatto breccia in Campidoglio” l’attacco di Fadlun.
“Una scelta di campo divisiva che non ci rappresenta né come cittadini, né come ebrei che hanno radici millenarie in questa città – affermava Fadlun – nonché una decisione che contrasta con la memoria dell’attentato alla Sinagoga, in cui terroristi palestinesi uccisero un bimbo di 2 anni, Stefano Gaj Taché”.
La replica dei partiti di maggioranza
Immediatamente, tutti i capigruppo di maggioranza hanno ritenuto opportuno rispondere: “Roma è e sarà sempre una casa sicura per gli ebrei che qui affondano le loro radici millenarie e sono parte costitutiva della nostra identità – affermavano venerdì scorso – e proprio per questo comprendiamo profondamente la sofferenza che la comunità ebraica sta vivendo dal 7 ottobre 2023, dolore che si intreccia con la memoria di tragedie che hanno già ferito questa città, come l’attentato alla Sinagoga del 1982 in cui fu ucciso Stefano Gaj Taché da terroristi palestinesi.
Stefano resterà per sempre anche ‘il nostro bambino’, perché la sua memoria è scolpita nella coscienza di Roma e del Paese”.
Oggi, a due giorni di distanza dalla polemica, ecco la decisione di affiancare il fiocco giallo alla bandiera palestinese, che è stata installata dal Campidoglio ufficialmente dopo il gesto simbolico dei consiglieri capitolini.
E chissà che nei prossimi giorni non si aggiunga un’altra bandiera, quella di Israele.
Italia Viva ha infatti depositato una mozione, nella quale si chiede di issare anche il vessillo dello Stato governato da Benjamin Netanyahu.
L’atto è stato sottoscritto anche da Rachele Mussolini di Forza Italia.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 21 settembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

