
Nel comune che vanta il patrimonio arboreo più imponente d’Europa, così come nella sua provincia, la manutenzione degli alberi non è un aspetto di poco conto.
Anche per questo, soprattutto negli ultimi anni, il rapporto tra l’amministrazione locale e l’Ordine degli agronomi e forestali è diventato sempre più stretto.
Ora, alla sua guida, è stata nominata l’agronoma Paola Muraro: già assessora all’ambiente e ai rifiuti della giunta Raggi, fa parte del comitato scientifico Ecomondo, punto di riferimento in Europa per la transizione energetica e l’economia circolare
Presidente Muraro, quali sono gli obiettivi del suo mandato e cosa può fare l’ODAF?
L’Ordine dei dottori agronomi e forestali ha una valenza provinciale, quindi ha la possibilità di parlare con gli iscritti di ben 121 Comuni.
È fondamentale continuare a garantire un aggiornamento costante dei professionisti in modo che possano rispondere in maniera efficace e puntuale alle sfide.
Il ruolo dell’Ordine è aiutare le Amministrazioni sul piano tecnico e indirizzare in scelte sempre vincenti rispetto al cambiamento climatico e alle emergenze.
Essere un Ordine vicino ai professionisti che devono dare risposte concrete alla collettività.
I cittadini segnalano, e mettono all’indice, pratiche estreme di potatura: le capitozzature.
Cosa si può fare per evitarle?
Dal 2020 in Italia la capitozzatura è vietata, e questo è un grande passo avanti.
Tuttavia resta una pratica ancora diffusa, spesso per mancanza di conoscenza.
Bisogna essere chiari: la capitozzatura non è una tecnica di gestione del verde, è un intervento estremo che indebolisce le piante, le espone a rischio patogeni, riduce la loro vita e aumenta i costi futuri di manutenzione.
Può essere utilizzata solo in casi straordinari e tecnicamente giustificati, ma per eliminarla davvero servono formazione, controlli e soprattutto cultura tecnica nella pubblica amministrazione e nelle imprese che operano sul territorio.
Che giudizio dà del Regolamento del Verde di Roma?
È uno strumento molto importante e ha funzionato.
Un regolamento però è sempre in evoluzione, può essere migliorato: è previsto che alcune parti vengano riviste alla luce dell’esperienza dell’amministrazione, dei tecnici e dei cittadini.
L’obiettivo è renderlo sempre più efficace e applicabile nella pratica.
La trasparenza e accessibilità delle perizie, tante volte richieste dai cittadini, è un obiettivo perseguibile?
La trasparenza è un punto chiave: le perizie e le valutazioni di stabilità degli alberi non solo vanno condivise, ma spiegate e rese pubbliche.
Quando il cittadino capisce le motivazioni tecniche, si riduce il conflitto.
È un percorso culturale di fiducia e comunicazione, e richiede tempo, continuità e competenze.
Altra questione sotto gli occhi di tutti, è legata ai pini.
Ritiene soddisfacente quanto si sta facendo per la salvaguardia di questi alberi, considerato un simbolo di Roma?
L’emergenza toumeyella del pinus pinea è un argomento complesso che ha messo le amministrazioni davanti a una grande sfida che a tutt’oggi si cerca di gestire al meglio.
Al momento non è consigliabile la sostituzione con altri esemplari di pino domestico perché non esiste un protocollo che permette di tutelare le piante giovani.
Le sostituzioni si devono dedicare ad aumentare le specie autoctone presenti sul territorio in modo da rendere sempre più l’agroecosistema stabile a possibili stress esterni o da organismi alieni.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 12 novembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

