
L’assessora Alfonsi alla raccolta delle olive a Torre Spaccata
Reti e rastrelli sono tornate in azione, in via Sisenna, grazie ai volontari dell’associazione di promozione sociale Gaspar8 e del locale Comitato di quartiere.
Anche quest’anno, il parco dei Romanisti, è protagonista di un’ iniziativa solidale che consentirà di donare l’olio ricavato dalle olive raccolte, alle famiglie più fragili di quel territorio.
Venti volontari, a cui l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi ha fatto visita, sabato 10 e domenica 11 ottobre si sono rimboccati le maniche: ci sono da riempire decine di cassette perché quest’anno, la produzione, è stimata in circa 7/800 chili, quindi almeno 100 litri di olio.
L’olio del parco dei Romanisti
Nel parco di Torre Spaccata è stato attivato un patto di collaborazione, con l’associazione Gaspar8, che già in passato si era presa cura degli ulivi messi a dimora.
Nell’area verde sono presenti 35 piante, 13 dei quali provenienti da viale Mazzini.
Per il Giubileo la strada di Prati ha ricevuto in dote decine di alberi che servivano a ripristinare lo storico filare progettato dall’architetto De Vico.
Gli ulivi sono quindi stati rimossi, perché non previsti nel progetto originario.
Sono così stati trapiantati nel polmone a cavallo tra i municipi VII e VI ed hanno da subito beneficiato dell’intervento dei volontari di Gaspar8 e del locale Comitato di quartiere che si sono presi la briga di garantire un adeguato innaffiamento anche in estate.
Il patto di collaborazione ha formalizzato questa sinergia tra cittadini ed istituzioni.
L’olio ricavato dal progetto “olio bene comune” verrà donato alle due organizzazioni Caritas della zona che provvederanno a distribuire l’olio a famiglie e persone in difficoltà.
Un progetto reso possibile dai patti di collaborazione
“Una bellissima iniziativa che coniuga l’agricoltura urbana ad un progetto di solidarietà di grande significato – ha commentato l’assessora Alfonsi, a margine del sopralluogo nel parco di Torre Spaccata – I patti di collaborazione si dimostrano, ancora una volta, uno strumento estremamente efficace di sussidiarietà orizzontale tra l’amministrazione e le realtà associative attive sul territorio, un modello di autentica partecipazione nella gestione dei beni comuni: aree verdi, parchi, giardini, orti urbani e, come in questo caso un uliveto produttivo in piena città”.
Cosa sono i patti di collaborazione
I patti di collaborazione, secondo la definizione offerta dall’amministrazione comunale sono “lo strumento che, mettendo su uno stesso piano amministrazione e cittadini singoli e associati, consente di stipulare accordi e di riconoscere ai soggetti che ne facciano richiesta, la possibilità di divenire protagonisti della cura e valorizzazione dei beni comuni”.
Il valore dell’agricoltura urbana
Progetti simili sono in corso nel resto della città, ad esempio nel parco Salvator Allende in municipio VII e agli orti urbani “Parco Ort9 – Sergio Albani” a Casal Brunori nel municipio IX.
“Insieme alla straordinaria funzione di aggregazione e di inclusività che svolgono gli orti urbani, l’esperienza dell’uliveto del parco dei Romanisti testimonia il valore dell’agricoltura urbana non solo per il suo aspetto ambientale, per la tutela del suolo e della biodiversità, ma anche per la sua potente funzione sociale e di solidarietà. Gli uliveti urbani, come i vigneti e gli orti – ha fatto notare l’assessora Alfonsi – sono testimonianza viva della storia e dell’identità agricola di Roma da valorizzare e tutelare.
Per questo, tra l’altro, stiamo lavorando ad un progetto di recupero e rigenerazione del grande uliveto di Villa Glori con un primo intervento di potatura previsto nei prossimi mesi”.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 10 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

