
Nuovo giorno, nuova scuola occupata a Roma.
Stamattina, martedì 13 ottobre, è toccato al liceo scientifico Newton, in viale Manzoni 47.
Studenti e studentesse, con il volto coperto, hanno esposto lo striscione che annuncia l’inizio dell’occupazione davanti all’ingresso e sulla facciata dell’edificio.
“Newton occupato. Contro la scuola caserma soldi alla scuola e non alla guerra”, è il messaggio.
Poco dopo è toccato anche al classico e linguistico Kant di piazza Zambeccari.
Le scuole occupate
In un comunicato studenti e studentesse hanno spiegato le ragioni dell’occupazione del Newton: “Occupiamo perché non ci va bene il sistema scolastico, né il presente che ci offre né il futuro che ci prospetta.
Non accettiamo che le scuole di questo Paese vengano messe all’ultimo posto e che i finanziamenti vengano destinati agli armamenti.
Non accettiamo che aumentino sempre di più i progetti di collaborazione con enti della filiera bellica.
Siamo nel bel mezzo di una crisi figlia delle scellerate scelte delle classi dirigenti occidentali, che non solo hanno fomentato guerre e genocidi in tutto il mondo, ma hanno anche scaraventato sul nostro Paese il peso di una crisi economica caratterizzata dal carovita e dalla riduzione del potere d’acquisto, una crisi dalla quale non si intravedono possibili vie d’uscita”.
E poi: “Crediamo che le scuole debbano essere luoghi vivi e non fossili: luoghi di espressione, dibattito, confronto, democrazia partecipata e lotta, per gli studenti e non solo”.
Durante la mattinata si svolgerà un’assemblea con gli studenti della scuola per decidere la durata e le modalità di svolgimento dell’occupazione, nonché i corsi e le attività da organizzare.
Sempre questa mattina a finire nelle mani degli studenti è stato il Kant.
Il collettivo studentesco autorganizzato ha spiegato in un comunicato che l’iniziativa nasce “dalla necessità di far sentire la nostra voce e richiamare l’attenzione sulle problematiche che riguardano il mondo della scuola e la società in cui viviamo.
Vogliamo che la scuola torni a essere uno spazio di confronto, partecipazione e crescita, in cui le idee degli studenti vengano ascoltate”.
E poi: “Ci opponiamo a un modello educativo eccessivamente rigido e gerarchico, che rischia di ridurre gli studenti a semplici numeri”.
La mappa delle proteste
Finora l’autunno caldo delle scuole a Roma ha coinvolto – oltre al Newton e al Kant – il Cavour, il Tullio Levi-Civita, il Di Vittorio-Lattanzio, il Montessori, l’Enzo Rossi e il Machiavelli.
Tutto in una settimana.
Studenti e studentesse del Tullio Levi-Civita, in particolare, nella giornata di ieri, dopo un’assemblea pubblica si sono mossi in corteo fino alla sede del municipio V.
L’obiettivo era chiedere risposte su una serie di questioni più volte segnalate e che riguardano l’istituto, come l’agibilità delle aule del quinto piano dove sono da tempo custoditi reperti archeologici ritrovati nei cantieri Rfi e Tav e per la metro C.
Sciopero al Rossellini
In agitazione anche l’istituto Rossellini di via della Vasca Navale, dove per la giornata di oggi è stato organizzato uno sciopero studentesco per protestare contro “le condizioni edilizie della sede centrale, che da anni vede aule allagarsi nei momenti di pioggia, mentre i basi sono quasi tutti rotti”.
Studenti e studentesse del collettivo autorganizzato Rossellini denunciano inoltre la carenza di personale docente con “diverse cattedre ancora non assegnate”.
Sul tavolo ci sono anche altre questioni, come “l’abolizione proposta dalla presidenza dei 15 minuti di uscita anticipata per gli studenti pendolari, che provocherebbe disagi ingenti a causa degli orari dei mezzi di trasporto”.
Per queste e altre ragioni, studenti e studentesse non sono entrati in classe e si sono mossi in un corteo.
Una nuova mobilitazione in arrivo
Intanto anche negli istituti di Roma non ancora coinvolti in occupazioni c’è fermento per lo sciopero di venerdì prossimo, il 16 ottobre, giorno in cui il sindacato Sisa ha indetto una mobilitazione a carattere nazionale.
A muoversi saranno a Roma attiviste e attivisti delle scuole che fanno parte coordinamento studentesco autonomo romano.
Nei giorni scorsi è stato annunciato un corteo con partenza alle 9.30 dalla metro Cavour.
Mentre da Osa lanciano, per lo stesso giorno, il “No Meloni day”: “Tutti gli occhi sono su quella prima data di sciopero studentesco nazionale, che porterà in piazza i motivi delle rivendicazioni studentesche, contro carovita, guerra, razzismo, repressione” è il messaggio.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 13 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

