
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri all’assemblea di Spin Time (foto Cecilia Fabiano-LaPresse)
“Non saremo in piazza con chi vende Roma ai fondi immobiliari e poi piange perché non hanno un cuore”.
A meno di 24 ore del grande corteo nazionale annunciato più di un mese fa, la sinistra scarica Spin Time.
Pur esprimendo “solidarietà con le persone sgomberate”.
Le motivazioni sono contenute in un atto d’accusa inequivocabile al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e alla sua giunta, sottoscritto da Arci Roma e da una lunga serie di associazioni e realtà sociali, ognuna delle quali porta avanti da uno specifico territorio, una battaglia contro il Campidoglio.
Dalla lotta contro il nuovo termovalorizzatore di Santa Palomba, a quella contro lo stadio a Pietralata, fino alla riqualificazione degli ex Mercati Generali e al nuovo biodigestore di Casal Selce.
“Non si può da un lato proporre di contrastare i fondi speculativi che distruggono i territori, e dall’altro collaborare e condividere la piazza con chi a Roma sta avallando e favorendo precisamente queste pratiche” è il messaggio espresso in un lungo carosello condiviso sulla pagina Instagram di Autodifesa Abitativa e di altre associazioni
La sinistra si spacca
A poche ore dal grande “corteo nazionale” annunciato oltre un mese fa dalla comunità di Spin Time, dunque, la sinistra romana si spacca.
Da una parte la Cgil e realtà come Nonna Roma, No kings, Polo civico dell’Esquilino, Csoa La Strada e Social forum abitare che sostengono la vertenza di via di Santa Croce in Gerusalemme.
Dall’altra l’Arci Roma, con una lunga serie di comitati e associazioni – da Autodifesa abitativa al comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati generali, fino all’Unione dei comitati contro l’inceneritore – che si rifiutano di condividere la piazza con il Pd e danno forfait.
Gualtieri e Spin Time
Il sindaco Gualtieri, d’altra parte, dal momento in cui gli occupanti di Spin Time sono finiti in strada a fine luglio, si è subito schierato in prima fila in loro sostegno.
Ha rilanciato la trattativa in corso con Investire SRG per l’acquisto del palazzo e ha attaccato duramente il fondo a favore di telecamere quando l’intesa è saltata, definendolo “senza cuore”.
Ha partecipato alle assemblee degli attivisti, ha garantito alloggi popolari per tutte le famiglie e ha fatto visita agli occupanti anche a Ferragosto.
Rilanciando l’impegno dell’amministrazione per salvaguardare l’esperienza di Spin Time.
A sinistra, però, c’è chi ha visto in questo impegno una contraddizione: come spiegato anche in questo approfondimento di Dossier infatti la società è coinvolta direttamente in molti dei più rilevanti progetti di rigenerazione urbana della Capitale.
Contro cui comitati e associazioni si battono da tempo: “La nostra distanza nasce da una contraddizione profonda – è la frecciata che arriva oggi a Spin Time e a Gualtieri – non si può da un lato proporre di contrastare i fondi speculativi che distruggono i territori, e dall’altro collaborare e condividere la piazza con chi a Roma sta avallando e favorendo precisamente queste pratiche.
Non è possibile assumere una singola vertenza come modello generale a cui ricondurre le diverse lotte della città”.
“Roma non sta dentro una vertenza”
Per l’Arci Roma e le altre realtà firmatarie dell’appello “Roma non sta tutta dentro una vertenza.
È nelle battaglie contro la speculazione e contro la privatizzazione dello spazio pubblico, nelle lotte per la casa, a Santa Palomba contro l’inceneritore, a Casal Selce e Cesano contro i biodigestori, a Pietralata e Fiumicino contro le grandi opere inutili, agli ex Mercati generali contro gli studentati di lusso; è in difesa degli spazi sociali, nelle occupazioni e nelle pratiche mutualistiche”.


E per rendere ancora più chiaro il concetto che vogliono esprimere, i firmatari dell’appello hanno condiviso un’immagine del sindaco “a due facce”.
Da una parte viene ritratto mentre applaude e guarda sorridente verso i loghi di Hines (fondo che ha promosso il maxi progetto di rigenerazione degli ex Mercati generali), DeaCapital (coinvolta nel contestato piano di riqualificazione dell’area Ama alla Montagnola e nella riconversione di Palazzo Marini nel primo “Four Seasons” di Roma), Coima e Investire.
Con la didascalia che recita “Il mio cuore è con voi”.
Accanto a questa rappresentazione però ce n’è un’altra, che vede sempre il sindaco in primo piano con camicia slacciata e orecchino.
Sullo sfondo sono scritte a caratteri cubitali le parole “diritto all’abitare, spazi sociali, beni comuni, no alla gentrificazione”.
E la didascalia è “i fondi non hanno un cuore”.
Il lungo messaggio degli attivisti continua sottolineando come “la partecipazione della giunta Pd al Mipim di Cannes (la più importante fiera del real estate internazionale), il patrocinio del Comune al concorso ‘Roma Regeneration’ promosso dallo stesso fondo ‘senza cuore’ proprietario di Spin Time, tutte le grandi infrastrutture citate sopra e, in generale, tutti gli interventi presentati come ‘rigenerazione urbana’ raccontano un modello di città in cui cresce il peso dei grandi interessi economici e diminuisce quello di chi abita i territori”.

Le realtà che hanno sottoscritto il messaggio su Spin Time
Il nuovo “sacco di Roma”
Per chi non sarà al corteo di domani, dunque, il tema principale è la necessità di non catalizzare tutta l’attenzione politica e mediatica solo su Spin Time, perché come spiega l’Arci se la visibilità di questa esperienza “ha contribuito a evidenziare il ruolo criminale dei fondi immobiliari nel nuovo ‘sacco di Roma’, la mancata convergenza delle lotte rischia di rendere invisibili le dinamiche autoritarie impresse a questa città dal Modello Giubileo e, più in generale, di marginalizzare o consegnare i territori a pratiche di negoziazione clientelare” sottolinea Vito Scalisi, presidente di Arci Roma.
Che aggiunge: “Solo mettendo insieme le vertenze che si intravede la città che vogliamo”.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 18 settembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

