
Era una trappola silenziosa, nascosta sotto il pelo dell’acqua.
La rete fantasma rimossa alla foce del Tevere rappresentava una minaccia per la fauna marina e per la navigazione.
È stata però rimossa grazie ad una sinergia che ha visto collaborare la fondazione Marevivo con istituzioni e realtà private.
La sinergia messa in azione
La rete fantasma, posizionata illegalmente a nord dell’isola di Tor Boacciana – quindi non distante dal futuro nuovo ponte della Scafa – misurava 150 metri.
Per rimuoverla è stato necessario impiegare due mezzi navali della guardia costiera capitolina e un pontone con una gru installata sopra, di proprietà della ditta Dragsub.
La rete fantasma, caricata a bordo, è stata posi smaltita grazie alla collaborazione di Garbage Group, la ditta che ha installato le barriere acchiappa-plastica, una delle quali è peraltro posizionata proprio alla foce del Tevere.
L’operazione, messa in campo con un lavoro sinergico della guardia costiera e della fondazione Marevivo che ha permesso di eliminare una presenza insidiosa, capace di compromettere tanto il delicato ecosistema fluviale quanto la sicurezza della navigazione, in un tratto del Tevere attraversato dalle imbarcazioni che vanno o provenendo dai cantieri nautici della zona.

La rete fantasma rimossa
Via la minaccia per i pesci e le imbarcazioni
“Il risultato dell’operazione conferma come la protezione dell’ambiente non possa prescindere dalla collaborazione tra chi opera quotidianamente sul territorio e chi mette a disposizione competenze, mezzi e risorse per contrastare le minacce agli ecosistemi” ha ricordato la capitaneria di porto-guardia costiera di Roma in una nota.
Centocinquanta metri di rete in meno, nascosti sotto il pelo dell’acqua, costituiscono un ostacolo in meno per chi ha a cuore la salubrità di un fiume a cui le amministrazioni locali, attraverso ulteriori sinergie, stanno dedicando particolare fondi e attenzioni.
L’azione, ha ribadito la capitaneria, “richiama l’attenzione sull’importanza di vigilare, prevenire e intervenire contro ogni forma di sfruttamento illecito dell’ambiente acquatico”.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato online con questo titolo il 29 ottobre 2026 su “Roma Today”)

