
Il prolungamento dopo Rebibbia – foto d’archivio
Un comitato di cittadini nato in maniera spontanea per realizzare un sogno: avere la metro B anche in periferia.
Anzi, per essere precisi poco oltre i confini di Roma, a Settevile e a ridosso del CAR di Guidonia.
Un’opera della quale si parla da anni e che è tornata nell’agenda del Comune dal 2024 che, nel frattempo, ha chiesto i soldi al Governo per realizzare il progetto.
La metro B oltre Rebibbia
Il progetto originario risale, addirittura, al 2013.
A marzo 2025, il Campidoglio aveva stanziato 42 milioni di euro per acquistare il progetto originario da chi lo aveva realizzato e aggiornarlo.
Insomma, il Comune ha già investito una cifra importante per questo prolungamento.
A gennaio 2026, la Giunta capitolina aveva approvato il “documento di fattibilità delle alternative progettuali” che stabiliva le nuove fermate della metro B oltre Rebibbia: San Basilio, Torraccia e Casal Monastero.
Poi, da lì, le fermate Tecnopolo, Settecamini, Setteville.
Una svolta storica per chi abita n questo quadrante del IV municipio costretto, suo malgrado, a fare affidamento su pochi bus periferici e una stazione dei treni, quella di Salone, poco utilizzata.
Il comitato per chiedere i fondi
L’opera, se si dovesse arrivare a una gara, costerebbe circa 4 miliardi di euro.
Però, prima ancora di entrare in questa fase, occorre trovare 83 milioni di euro per la stesura del Progetto di fattibilità tecnico economico e le indagini.
Soldi che il Comune ha chiesto al Mit.
Ecco perché, nella periferia di Roma, si è costituito questo comitato che si riunirà, per la prima volta, giovedì 15 ottobre.
Tra i principali promotori di questa iniziativa c’è il Comitato di Quartiere Settecamini che, già a gennaio 2024, aveva lanciato la petizione per il prolungamento della metro B, coinvolgendo il Comitato Cittadini Case Rosse, che ha condiviso e sottoscritto l’istanza iniziale.
Sono state raccolte circa 4.000 firme, consegnate anche all’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, per spingerlo a riprendere in mano il dossier.
“Un’opera strategica per il futuro dei nostri territori – si legge sulla pagina del neonato comitato – un’opportunità concreta per migliorare la mobilità, ridurre il traffico, collegare le comunità e rendere più accessibile il quadrante est dell’area metropolitana di Roma.
Non vogliamo che questa grande opportunità rimanga soltanto sulla carta – si legge ancora – vogliamo contribuire a trasformarla in realtà, attraverso la partecipazione, l’informazione e l’impegno collettivo”.
Il primo appuntamento è stato fissato per giovedì 15 ottobre, alle ore 18:00, presso il Tecnopolo Tiburtina di via Ardito Desio, 60.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 12 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

