
L’elenco delle scuole occupate si allunga.
Dopo il Cavour, il Tullio Levi-Civita, il Di Vittorio-Lattanzio e il Montessori, oggi tocca all’Enzo Rossi e al Machiavelli.
In alcuni degli istituti già in mano agli studenti, nel weekend appena trascorso studenti e studentesse hanno dovuto fare i conti con tentativi di incursioni da parte di esterni.
Con momenti di tensione e danni ancora da quantificare.
La mobilitazione, però, continua: il prossimo 16 ottobre è in programma uno sciopero studentesco con corteo, rilanciato dal coordinamento studentesco autonomo romano, per protestare contro il decreto Scuola “che introduce un tetto del 30% di persone straniere nelle classi e il divieto di indossare il burqa e il niqab”.
Occupati Enzo Rossi e Machiavelli
L’artistico di via del Frantoio nella mattina di oggi, lunedì 12 ottobre, è stato occupato dagli studenti.
Subito dopo aver srotolato lo striscione che annunciava l’ingresso nell’istituto, attiviste e attivisti hanno diffuso un comunicato in cui spiegano le ragioni dell’iniziativa.
La protesta, si legge nel documento diffuso da Osa, nasce contro “un modello che penalizza le scuole di periferia come la nostra, in cui c’è un massiccio disinvestimento ai danni degli studenti e dell’utenza scolastica, a partire dalla mancanza di spazi, utenze perennemente rotte o malfunzionanti e un impoverimento sul piano formativo che punta sempre di più a spingerci a un futuro di guerra e precarietà, in cui la scuola non è più un apparato emancipatorio della società, ma una caserma”.
Nel primo pomeriggio è arrivata la notizia di un altro istituto occupato: si tratta della sede del liceo Machiavelli di via dei Sabelli.
Tensioni al Cavour
Intanto nel finesettimana si sono registrate tensioni al liceo Cavour, il primo a essere occupato, lo scorso 6 ottobre.
Venerdì sera, il 10 ottobre, in particolare “abbiamo subito intuito che la serata sarebbe stata impegnativa, perché c’erano molte persone sia fuori che dentro la scuola – spiegano dal collettivo che ha condotto l’occupazione -. All’esterno a un certo punto è scoppiata una rissa e abbiamo deciso di far uscire gradualmente tutti dalla scuola per evitare tensioni.
Alcuni degli esterni hanno tentato però di entrare da una porta che avevamo barricato e che dà sulla palestra, noi abbiamo cercato di bloccarli e a quel punto hanno iniziato a tirarci delle bottiglie di vetro”.
Anche dopo che la situazione sembrava apparentemente essersi calmata “alcune persone che volevano entrare a scuola sono tornate a fare danni, lanciandoci specchietti dei motorini e bottiglie di vetro e minacciandoci”.
Sul posto è intervenuta la polizia e la situazione si è definitivamente calmata verso l’una di notte.
“Sappiamo che ci sono stati momenti di tensione anche al Montessori”.
In entrambi gli istituti, comunque, l’occupazione è, al momento terminata.
La conta dei danni
Intanto dalla Città metropolitana, il delegato all’Edilizia scolastica Daniele Parrucci ha lanciato l’allarme sui danni riportati dalle scuole a seguito delle occupazioni.
In particolare per quanto riguarda il Di Vittorio-Lattanzio: Parrucci ha condiviso un video che mostra porte sfondate, estintori in mezzo al corridoio e monitor dei pc rotti.
“Le immagini che ci arrivano dal Lattanzio sono sconvolgenti.
In attesa che ci arrivi la conta dei danni condanniamo quanto accaduto – spiega -. Difendiamo la scuola come bene comune.
Siamo al fianco degli studenti nel rivendicare più fondi, ma chi rompe le cose di tutti e devasta le aule tradisce le proteste, le giuste rivendicazioni e cancella il diritto all’istruzione”.
Non è chiaro al momento se i danni siano dovuti a tentativi di incursioni da parte di esterni alla scuola.
“Per avere una stima precisa dei costi dovremo aspettare, aspetto aggiornamenti dai nostri tecnici” aggiunge Parrucci.
Lo sciopero in arrivo
Intanto anche negli istituti di Roma non ancora coinvolti in occupazioni c’è fermento per lo sciopero di venerdì prossimo.
Il coordinamento studentesco autonomo romano ha annunciato un corteo con partenza alle 9.30 dalla metro Cavour.
Mentre da Osa lanciano, per lo stesso giorno, il “No Meloni day”: “Tutti gli occhi sono su quella prima data di sciopero studentesco nazionale, che porterà in piazza i motivi delle rivendicazioni studentesche, contro carovita, guerra, razzismo, repressione”.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 12 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

