
Foto dal gruppo facebook Parco degli Acquedotti
Non ci sono soltanto le tartarughe palustri americane e i parrocchetti.
Nella zona umida presente all’interno del parco degli Acquedotti è stata notato l’arrivo di un’altra insolita specie: il gambero rosso della Louisiana (Procambarus sp.)
Le specie invasive nel parco
Il crostaceo, di grosse dimensioni, è una delle specie più temute a livello europeo.
È infatti stato inserito, insieme al calabrone asiatico (Vespa velutina) ormai giunto anche nel Lazio tra gli invertebrati che figurano nell’elenco stilato dal progetto Life ASAP.
Si tratta, cioè, di specie aliene invasive “di rilevanza unionale” – ne fanno parte anche le nutrie, l’ibis sacro (più volte segnalato nel parco della Caffarella) e la tartaruga palustre americana già citata (Trachemys scripta).
Le caratteristiche del gambero killer
La specie individuata nel polmone verde dell’Appio Claudio, uno dei luoghi del cuore del FAI, è conosciuta anche come “Gambero Killer”: “Somiglia un po’ all’astice e proviene da territori che si affacciano sul Golfo del Messico – ha già spiegato a Romatoday Francesco Petretti, biologo della conservazione e autore della serie di documentari Wild Italy – è stato importato nella seconda metà del secolo scorso e doveva essere allevato per scopi alimentari.
Si è però diffuso avendo un triplice impatto sulla fauna indigena: il primo è di tipo predatorio, poiché attacca rane, rospi, salamandre, invertebrati acquatici, pesci e sostanze vegetali”.
Comporta anche altre conseguenze.
Le minacce per le specie locali
Il gambero, ha ricordato il biologo e divulgatore scientifico, “è un competitore che sottrae risorse alla nostra popolazione di gamberi europei, ridotta ai minimi termini”.
Infine è il vettore di una particolare malattia, la peste del gambero: “è una micosi di cui questa specie e portatrice sana e – ha sottolineato Petretti – ha effetti devastanti per i gamberi autoctoni”.
Al di là della “peste”, gli altri problemi sono gli stessi che vengono causati da specie aliene come la tartaruga palustre americana che altrove nella provincia di Roma, ad esempio nella riserva naturale di Torre Flavia, è diventata così infestante da aver portato alla quasi estinzione della specie autoctona.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo l’11 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

