
Da Osaka a Roma e poi in tutto il mondo: l’annuncio del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, di voler rendere il Tevere balneabile in cinque anni, è rimbalzato nella stampa internazionale.
Tra scetticismo e vere e proprie stroncature.
C’è chi fa il paragone con la Senna, dove persistono ancora problemi legati alla qualità dell’acqua.
E chi sottolinea che i livelli di inquinamento, la presenza di topi e “i tempi notoriamente lunghi” per le opere pubbliche potrebbero rappresentare degli ostacoli non indifferenti alla realizzazione del progetto.
Che aveva già ricevuto una bocciatura da parte della Società italiana di medicina ambientale e del presidente della Regione, Francesco Rocca, che era stato lapidario: “Una suggestione, le priorità per Roma sono altre”.
Il Tevere balneabile sulla stampa internazionale
A riprendere la notizia è The Guardian.
Il quotidiano britannico cita le parole del sindaco, che aveva sottolineato come l’operazione a Roma sarebbe stata più economica rispetto a quella portata a termine a Parigi per rendere balneabile la Senna, per i minori livelli di inquinamento del Tevere.
Il giornale britannico sottolinea però che il fiume della Capitale “è tutt’altro che incontaminato”.
E ricorda i “tempi notoriamente lunghi” che le opere pubbliche possono avere in Italia.
“Ad aprile – scrive il quotidiano – gli scienziati della missione Tara Microplastics hanno pubblicato i risultati sull’inquinamento delle vie navigabili europee, che hanno mostrato che il Tevere presentava una media di tre particelle di microplastica per metro cubo“.
Un valore che, sottolinea il Guardian, è ben al sotto delle “oltre 20 particelle per metro cubo registrate nel Gange in India, ma che resta comunque tutt’altro che rassicurante“.
“Ulteriori ricerche condotte nel settembre 2024 dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) – continua l’articolo – hanno rivelato che il Tevere trasportava in mare più rifiuti galleggianti, soprattutto plastica, di qualsiasi altro fiume italiano, oltre a preoccupanti concentrazioni di ammoniaca e batteri fecali“.
Il quotidiano, citando RomaToday, riporta anche la posizione della Società italiana di medicina ambientale.
Un punto, quello dell’inquinamento, su cui insiste anche The Indipendent, altro quotidiano britannico che riprende l’annuncio di Gualtieri sottolineando che “alcune aree del Tevere soddisfano già gli standard di qualità dell’acqua in determinati giorni, ma i forti flussi inquinanti del fiume Aniene e altri scarichi di rifiuti rendono ancora gran parte del fiume non sicuro“.
E dunque “inadatto alla balneazione”.
Anche l’agenzia di stampa Reuters riporta la notizia, con un testo poi ripreso e pubblicato da numerosi media internazionali, in cui si evidenzia che l’operazione condotta a Parigi per rendere balneabile la Senna in occasione delle Olimpiadi di Parigi, citata da Gualtieri come esempio, non è stata esente da complessità importanti.
“I progetti hanno richiesto decenni – spiega l’agenzia di stampa – E persistono preoccupazioni sulla qualità dell’acqua.
Durante le Olimpiadi, inoltre, molti atleti che gareggiavano in gare di nuoto hanno assunto farmaci per combattere l’Escherichia coli e alcune competizioni sono state rinviate a causa dei livelli di inquinamento”.
Un obiettivo realistico?
Uno dei punti su cui si registra, in Italia e all’estero, scetticismo sul piano di Gualtieri, sono i tempi: l’obiettivo di rendere il Tevere balneabile in cinque anni è davvero realistico?
Se lo chiedono anche i media tedeschi, come il quotidiano Heidenheimer Zeitung: “È discutibile – scrive il quotidiano – se l’obiettivo possa essere effettivamente raggiunto entro cinque anni.
In passato sono state avviate diverse iniziative per rivitalizzare il fiume e migliorarne lo stato ecologico.
Tuttavia, hanno a malapena superato la fase di pianificazione o sono fallite”.
E poi: “Lo scarico di acque reflue industriali dal fiume Aniene e la persistente infestazione di ratti lungo il Tevere sono stati finora considerati ostacoli chiave.
Gli esperti mettono ripetutamente in guardia dai rischi per la salute associati alla balneazione in acque sporche”.
E ancora: a occuparsi della notizia è anche Asharq al-Awsat, quotidiano arabo internazionale con sede a Londra che, riprendendo la Reuters, ricorda che “fino agli anni ’60 era consentito fare il bagno nel Tevere, quando entrarono in vigore le prime restrizioni dovute all’inquinamento”.
Sul fatto che la situazione possa cambiare da qui a cinque anni, anche i media stranieri sembrano piuttosto scettici.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 13 settembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

